Memoriale di San Paolo

Memoriale di San Paolo

Memoriale di San Paolo

Località: Damasco – Siria

Architettura: Memoriale di San Paolo

Inaugurato il: 29 giugno 2008

Clicca e leggi l’articolo che parla dell’inaugurazione del memoriale di San Paolo

Nel 2005 padre Michele Piccirillo ci affidò un primo studio per valorizzare il luogo dove per tradizione si ricorda la conversione di San Paolo a Damasco. Qui, mentre si avvicinava all’antica città che si estendeva ai piedi del monte Qassiun, Saulo ebbe la folgorazione che lo portò a convertirsi a Cristo e a testimoniarlo davanti ai Gentili.

Al luglio del 2006 risale il primo sopralluogo per la conoscenza della realtà ecclesiale locale e in quella circostanza si  cercò di capire quale legame potesse essere stabilito con il territorio e di considerare la sua geografia, la storia, il tessuto edilizio, le infrastrutture urbanistiche.

In quel primo viaggio ci fu anche preziosa la visita ai luoghi che fanno rivivere il fervore delle prime comunità cristiane sviluppatesi in Siria all’inizio del Cristianesimo.

Da tempo, in realtà, si sentiva l’esigenza di dare una sistemazione più dignitosa al complesso della grotta e roccia  sacra, che si trova nelle immediate vicinaze della nuova chiesa, voluta da Paolo VI,  dedicata all’evangelizzatore dei pagani, progettata negli anni 60 e inaugurata nel 1971.

E’ proprio in quell’occasione che venne costruita la copertura ad un’unica falda al si sopra della grotta, in sostituzione della precedente copertura a più falde, come appare da documenti fotografici risalenti agli anni 50 del secolo scorso.

Il restauro della grotta esistente, ricavata nel sottosuolo, si imponeva come intervento urgente soprattutto per risanare la roccia da pericolose infiltrazioni, causa principale di deterioramento dei materiali incoerenti.

Nello stesso tempo si è recepita anche l’opportunità di edificare un nuovo spazio che potesse rispondere all’esigenza di accogliere gruppi di fedeli: un ambiente pensato in armonia con il giardino circostante, molto suggestivo per la presenza di alberature rigogliose che fanno apparire l’intorno simile ad un’oasi nell’ambito della caotica città di Damasco.

La grotta era un tempo dotata di una semplice pensilina, priva di chiusure e quindi assai soggetta alle intemperie. Con il progetto realizzato si è creato uno spazio mistico con al centro la roccia, cuore del santuario.

Immediatamente davanti alla grotta è stato ricavato, dalla quota inferiore fino al piano del giardino, un anfiteatro a gradoni per permettere di vivere momenti celebrativi. 

L’involucro esterno è stato pensato con semplicità e purezza di linee, con murature in pietra a vista all’esterno legate con malta di calce, la cui composizione è stata studiata con attenzione affinché  potesse armonizzarsi nel colore e nella fattura con le pietre naturali.

La copertura è stata progettata con uno stacco visivo dalla muratura grazie alla creazione di una fascia continua di  vetrate che danno luminosità allo spazio interno.

Per quanto riguarda il restauro della grotta originaria in conglomerato roccioso, è stato rimosso lo zoccolo in calcestruzzo e si è proceduto al consolidamento delle pareti laterali con pietre a spacco, mentre la volta è stata  ripulita mediante idropulitura dalle incrostazioni dovute all’inquinamento.

La parte superiore della roccia, corrispondente al selciato della strada romana, risulta ora protetta dalle intemperie e non più soggetta alle infiltrazioni d’acqua, dannose per la conservazione delle presenze storiche.

La pavimentazione è stata eseguita in pietra locale, previa rimozione della gettata di cemento esistente.

L’altare, il posto della parola e il seggio del presidente sono stati realizzati in masselli di pietra calcarea di colore chiaro proveniente dalle cave vicine alla città e lavorata in modo scultoreo.

Sulla parete di fondo della grotta è stata collocata la scultura in marmo bianco di Carrara raffigurante la conversione di San Paolo.

Chiaramente l’opportunità di un risanamento ed adeguamento della grotta non è stato il motivo dominante dell’intervento, ma la felice occasione per una riqualificazione dell’area deputata ad accogliere e conservare il tesoro del memoriale della conversione di S. Paolo.

Si trattava in realtà di mettere in luce e valorizzare un luogo da sempre chiamato a celebrare un evento tanto caro al cuore di ogni cristiano di tutti i tempi e di tutte le latitudini, che vede nell’Apostolo delle genti un grande testimone delle meraviglie che Dio in Gesù Cristo compie nell’animo di ogni uomo rinato alla grazia dello Spirito Santo.

Si trattava di aprire la grotta, un tempo raggiungibile attraverso spazi inadeguati e disadorni, ad un canto di luce e di gioia perché ogni pellegrino che vi giunge senta quanto è grande l’amore del Dio.

L’ anfiteatro, ricavato davanti alla grotta, vuole essere un abbraccio di pace del Padre Altissimo e al tempo stesso un richiamo forte a raccogliere ogni popolo della terra perché qui si celebri l’armonia e la bellezza della fratellanza universale. Per questo tutto intorno è candore: le pareti che sfociano nel puro cristallo superiore con visioni di cielo, la copertura, bianca tenda stesa sul capo, e le pavimentazioni in calda pietra calcarea, perché si viva in un’atmosfera mistica, che ci immerge nella serenità e nella speranza di un mondo nuovo ricreato dallo Spirito.                                               arch. Luigi Leoni – arch. Chiara Rovati

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